IL GLOSSARIO IMMOBILIARE - Abitabilità e Agibilità

Buongiorno, vi va di studiare insieme? propongo una rubrica chiamata "IL GLOSSARIO IMMOBILIARE", nella quale andremo a scoprire insieme il significato di termini con cui spesso veniamo a contatto ma di cui non conosciamo, talvolta, il contenuto concettuale.

Oggi iniziamo con l’abitabilità di un immobile. Si trattava di un certificato amministrativo rilasciato dal Comune il quale attestava la rispondenza dell’immobile a parametri stabiliti dalla normativa – con particolare riferimento a norme di carattere di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati – ai fini dell’utilizzo abitativo dell’immobile stesso.

L’obbligo di produzione di tale certificato fu introdotto nel 1934. Da tale anno in poi, sebbene non fosse una cosa scritta in nessuna legge nazionale, si è diffusa l’abitudine di distinguere tra il termine abitabilità, riferito agli immobili residenziali, e agibilità, riferito agli immobili con altra destinazione d’uso (uffici, negozi, ecc.).

Il Testo Unico dell’Edilizia 380/2001 ha riunito i due concetti di abitabilità e agibilità sotto l’unico istituto del certificato di agibilità, anch’esso eliminato definitivamente con il D.lgs. 222/2016, il quale ha introdotto la segnalazione certificata di agibilità.

Tale segnalazione, detta sinteticamente SCA, deve essere fatta ogni volta che vengono eseguiti i seguenti interventi:

- nuove costruzioni;

- ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;

- interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati.

La segnalazione va presentata, entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento, dal privato cittadino previa asseverazione del tecnico.

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